Dal 22 al 24 aprile, si è tenuta a Parigi la Biennale Internazionale dell’Educazione, della Formazione e delle Pratiche Professionali, un evento chiave nell’ambito educativo e formativo, di cui IUSVE è da anni partner, rappresentando un importante contributo accademico.
Il congresso ha ospitato oltre mille ricercatori di diversi paesi, tra i quali il direttore IUSVE don Nicola Giacopini, e i professori Davide Girardi, Enrico Miatto, Davide Marchioro, Claudia Andreatta, che si sono fatti portavoce dell’impegno del nostro istituto nell’ambito della Pedagogia e della Psicologia, come pure della cura degli studenti con deficit cognitivi.
Nel contesto della Biennale internazionale dell’educazione, si è tenuto anche il convegno AIFREF 2026 il cui obiettivo principale è creare un ponte tra ricerca e pratiche professionali, analizzando come è cambiato l’impegno nell’azione educativa. Più in particolare, il tema di questa edizione è “Fare esperienza”, dove «l’esperienza è ciò che il mondo mi fa quando io faccio qualcosa al mondo». Uno dei protagonisti di questo evento è stato il modello HSV (Home, School, Village): un paradigma che connette i diversi sistemi educativi e indaga il ruolo dell’educazione familiare rispetto alle sfide digitali e sociali, tema trattato in modo approfondito proprio dai docenti IUSVE. La loro indagine è stata una delle più innovative e utili per la costruzione di comunità inclusive, dimostrando come il nostro istituto sia un punto di riferimento scientifico capace di interagire anche con importanti istituzioni mondiali.
Anna Pileri, vice-presidente Internazionale dell’AIFREF, ha portato al convegno una riflessione sull’ecologia dell’educazione, analizzando il “trauma da esilio” che colpisce le famiglie migranti con figli disabili. «Non possiamo pensare all’inclusione come a un processo puramente scolastico – è emerso dal suo intervento – sapendo che la scuola abita solo il 20% del tempo di veglia dei ragazzi; l’educazione deve abitare l’altro 80%. La sfida è “faire communauté” (fare comunità), trasformando il territorio in un’alleanza educativa simmetrica tra famiglia e istituzioni, capace di curare anche il trauma dell’esilio».
Enrico Miatto, responsabile dell’Area di Pedagogia IUSVE e coordinatore scientifico, ha affermato che l’inclusione della persona con disabilità non può fermarsi alla scolarizzazione, perché continua anche e soprattutto nella transizione all’età adulta. Miatto ha dunque presentato il “Progetto di Vita Partecipativo”: un modello in cui lo studente con disabilità esce dal ruolo di chi riceve aiuto, per diventare chi presta servizio alla comunità. Claudia Andreatta, coordinatrice di ricerca dell’Area di Pedagogia IUSVE insieme al profesor Davide Girardi, ha presentato un articolo scientifico che va ad indagare la partecipazione dei giovani nella vita civica, mentre insieme al collega Enrico Miatto, sempre io, abbiamo presentato un lavoro sul ruolo delle famiglia nella transizione alla vita adulta delle persone con disabilità.
Sempre nel medesimo contesto il professor Davide Marchioro, responsabile dell’Area di Psicolopgia, ha presentato una ricerca sulla narrativa psicodrammatica con i bambini della prima infanzia, della scuola della prima infanzia e con i bambini del nido, suddiviso in due coorti: 23 anni e 5-6 anni. La professoressa Luciana Rossi, infine ha presentato un lavoro sull’Intelligenza artificiale nella didattica universitaria, in particolar modo una ricerca effettuata per vedere la differenza dell’utilizzo di questa tecnologia fra gli studenti a funzionamento tipico e gli studenti con funzionamento atipico.
Margerita Scattolin per #CubeLive