Il 24 aprile 2026, nella sede di Verona si è svolto il convegno scientifico “Mutazioni digitali o nuove continuità? Immaginari,consumi e pratiche giovanili nei mondi digitali”, promosso dall’Area di Comunicazione IUSVE in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova.
L’iniziativa patrocinata dalle sezioni Immaginario e PIC (Processi e Istituzioni Culturali) dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS) e dall’Osservatorio Giovani Futuro, ha rappresentato un momento importante per confrontarsi con la comunità accademica sui cambiamenti presenti nell’ecosistema mediale contemporaneo e sulle trasformazioni delle culture giovanili nei mondi digitali.
La docente e ricercatrice Michela Drusian ha spiegato come il convegno nasce dalla volontà di creare uno spazio di dialogo scientifico attorno ad un tema centrale per la ricerca sociologica di oggi: bisogna comprendere se le trasformazioni digitali che caratterizzano i consumi mediali dei giovani rappresentino vere mutazioni oppure esistano ancora elementi di continuità con il passato.
I giovani vivono all’interno di un ecosistema mediatico frammentato, composto dai social, piattaforme digitali e nuove pratiche colturali che si intrecciano l’una con altra creando nuove identità e relazioni sociali. Accanto ai cambiamenti apportati dall’intelligenza artificiale e dalla forte automazione delle piattaforme,.bisogna mantenere un collegamento con gli immaginari culturali precedenti per comprendere cio che sta accadendo nel attualità.
Durante la sessione plenaria del mattino ci sono state quattro keynote dedicate alle culture giovanili e ai mondi digitali. Luca Barra, docente dell’Università di Bologna ha analizzato l’evoluzione dei teen drama italiani e il modo in cui le serie tv rappresentino le giovani generazioni, portando Skam Italia come caso..Durante il suo intervento è emersa una riflessione sul rapporto tra media e comportamenti sociali, dove i media non producono effetti diretti sui comportamenti individuali, ma contribuiscono a processi più ampi di socializzazione.
Roberta Paltrinieri, del Università di Bologna, ha presentato una ricerca sui consumi culturali dei giovani bolognesi, evidenziando il loro bisogno di spazi e opportunità per partecipare attivamente alla produzione culturale. La docente dell’università di Torino, Gabriella Taddeo ha invece affrontato il rapporto tra algoritmi, piattaforme digitali e benessere sociale, ha affrontato il tema relativo al social media ban per i minori e sottolineando come fenomeni quali le fake news, misoginia online e manosfera abbiano radici sociali più profonde. Debora Viviani dell’università di Verona ha infine fatto una riflessione sulla cultura del tatuaggi tra i giovani, interpretandola come una espressione legata anche alla costruzione dell’identità nei mondi digitali.
Nel pomeriggio il convegno è proseguito con sei sessioni che parallelamente hanno coinvolto ricercatori e ricercatrici provenienti da numerose università italiane e internazionali. Le sessioni hanno affrontato temi legati agli immaginari giovanili, pratiche identitarie online, intelligenza artificiale generativa e alla creator economy, che hanno permesso occasioni di confronto per la comunità scientifica.
La giornata si è conclusa con la tavola rotonda moderata da Gabriella Taddeo e Claudio Riva, dove hanno partecipato Martina Carone, Damir Ivic, Nikola Greku, Veronica Civieroe Giada Vecchi di Veneto Creator. Il confronto si è concentrato sul ruolo del intelligenza artificiale nelle professioni creative e nella content creation evidenziando come sia un’opportunità sia il bisogno di preservare la creatività umana.
Eleonora Iacoponi per #Cubelive