Collaborazione ISTAT-IUSVE: l’information design per raccontare la povertà educativa

Come si può rendere comprensibile un fenomeno sociale complesso come la povertà educativa? Come si possono trasformare dati, indicatori e framework di ricerca in forme visive capaci di parlare non solo agli specialisti, ma anche a una comunità più ampia?

Sono queste alcune delle domande che hanno guidato il laboratorio di Information Design e data visualization del terzo anno del corso di laurea triennale in Digital & Graphic Design della Facoltà di Comunicazione IUSVE, sede di Venezia, nell’anno accademico 2025-2026.

Il laboratorio, parte integrante dell’insegnamento, prevede 32 ore dedicate allo sviluppo di un progetto reale per un cliente reale. In questo contesto si inserisce la collaborazione avviata con ISTAT – Istituto nazionale di statistica, nata nel 2024 all’interno di un percorso condiviso tra l’Istituto e IUSVE, articolato in quattro laboratori negli anni accademici 2024-2025 e 2025-2026.

La collaborazione rientra nell’obiettivo di innovazione Promuovere la cultura statistica presso le giovani generazioni”, definito da ISTAT nel PIAO 2022-2024, con l’intento di coinvolgere studentesse e studenti nella realizzazione di rappresentazioni grafiche di fenomeni sociali complessi. I temi proposti sono stati la povertà educativa e il benessere equo e sostenibile.

Nel caso dei laboratori svolti a Venezia, l’obiettivo indicato da ISTAT è stato quello di esplorare nuove modalità visive per rappresentare il framework di misurazione della povertà educativa, sviluppato dalla Commissione scientifica interistituzionale istituita da ISTAT nel 2023.

Si tratta di un sistema articolato di domini, dimensioni, sottodimensioni e indicatori, pensato per consentire la misurazione e il monitoraggio, nel tempo e nello spazio, dei progressi e dell’impatto delle politiche attuate sul territorio per contrastare disuguaglianze di risorse ed esiti. Una sfida progettuale complessa, proprio per la natura multidimensionale del fenomeno e per l’intreccio tra dati, contesti sociali, condizioni di vita e opportunità educative.

A questa sfida hanno lavorato circa 100 studentesse e studenti del terzo anno DGD di Venezia, suddivisi in team di progetto. Il percorso ha previsto un primo incontro con ricercatrici e ricercatori ISTAT, dedicato alla presentazione del tema e dei dati; una fase di progettazione autonoma dei gruppi, con la supervisione del docente Prof. Ugo Guidolin; e un incontro finale di restituzione, durante il quale i team hanno presentato i propri elaborati ai referenti ISTAT.

Alle studentesse e agli studenti è stato chiesto di sviluppare un concept grafico capace di tradurre informazioni complesse in forme chiare, accessibili e comunicativamente efficaci. Il risultato finale richiesto era una videografica in grado di rielaborare visivamente il framework, rispettandone la struttura in domini, dimensioni e sottodimensioni.

Il lavoro non si è limitato alla visualizzazione del dato. Ha richiesto una riflessione più profonda sul modo in cui il design possa contribuire alla comprensione pubblica di un problema sociale. La povertà educativa, infatti, non riguarda soltanto la scuola o l’accesso all’istruzione, ma l’insieme delle opportunità che permettono a bambine, bambini e adolescenti di crescere, esprimersi, partecipare e costruire il proprio futuro.

Un momento particolarmente significativo del percorso è stato l’invito, da parte di ISTAT, a partecipare al Convegno Nazionale sulla povertà educativa, tenutosi a Napoli il 16 e 17 aprile 2026. In quella sede sono stati presentati e condivisi i risultati e le prospettive di lavoro della Commissione scientifica interistituzionale sulla povertà educativa, istituita nel 2023 dall’Istat con il coinvolgimento della comunità scientifica, della società civile, di esponenti di governo e delle istituzioni.

Al Convegno hanno partecipato il Prof. Ugo Guidolin e undici studentesse e studenti del laboratorio DGD di Venezia. Le ragazze e i ragazzi hanno avuto l’opportunità di presentare i propri progetti nella sessione Ogni bambino ha il diritto di brillare”, titolo tratto proprio da uno dei lavori realizzati durante il laboratorio.

È stata un’esperienza intensa e profondamente formativa. Le studentesse e gli studenti hanno scelto di raggiungere Napoli a proprie spese per prendere parte all’incontro, portando con sé non solo i risultati progettuali, ma anche la consapevolezza di avere lavorato su un tema di grande rilevanza civile. Il confronto con la platea ISTAT e i riscontri ricevuti hanno restituito al gruppo il valore concreto del percorso svolto.

Nel suo intervento al Convegno, dal titolo “Raccontare un fenomeno complesso: la videografica come ponte di comprensione per tutti”, il prof. Guidolin ha proposto una riflessione sul ruolo che l’information design, l’instructional design e lo storytelling possono assumere oggi nella comunicazione della complessità. In un tempo in cui i dati sono sempre più presenti nel discorso pubblico, progettare visualizzazioni efficaci non significa solo “rendere belli” i numeri, ma costruire ponti di comprensione tra ricerca, istituzioni e cittadinanza.

Le videografiche pubblicate di seguito rappresentano i risultati del laboratorio DGD Venezia, III anno, A.A. 2025-2026. Sono progetti diversi per linguaggio, stile e impostazione narrativa, ma accomunati da una stessa tensione: rendere visibile ciò che spesso resta astratto, restituire forma e voce a un fenomeno che riguarda le condizioni reali di crescita delle nuove generazioni.

Un ringraziamento sincero va in primo luogo a tutte le studentesse e a tutti gli studenti che hanno partecipato con entusiasmo, sensibilità e responsabilità ai laboratori di Information Design e digital visualization.

Un ringraziamento particolare va alla dott.ssa Miria Savioli, Dipartimento per le statistiche sociali e demografiche, che ha accolto e accompagnato le studentesse, gli studenti e i loro progetti con grande attenzione ed empatia. Si ringraziano inoltre per la loro disponibilità e collaborazione: Barbara Baldazzi, Dipartimento per le statistiche economiche e ambientali, Patrizia Collesi, Direzione centrale per la comunicazione, informazione e servizi ai cittadini e agli utenti, Daria Squillante, Dipartimento Per le Statistiche Sociali e Demografiche , Roberto Costa, Direzione Centrale per la Comunicazione, Informazione e Servizi ai Cittadini e agli utenti

I progetti che seguono testimoniano come il design, quando incontra i dati e i temi sociali, possa diventare uno strumento di conoscenza, partecipazione e cura.