La 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha ospitato, il 31 agosto 2025, la prima edizione del Premio Sancassani, riconoscimento istituito dalla Fondazione Ente dello Spettacolo in collaborazione con il Cinema Mexico di Milano per ricordare Antonio Sancassani, figura simbolica dell’esercizio cinematografico indipendente italiano. Il premio è stato assegnato al regista Giorgio Diritti nel corso di una cerimonia organizzata all’Italian Pavilion dell’Hotel Excelsior, al Lido di Venezia.
Scomparso all’inizio del 2025, Antonio Sancassani aveva rilevato il Cinema Mexico nel 1980, trasformandolo nel corso degli anni in un luogo di riferimento per il cinema d’autore, le produzioni indipendenti e le opere escluse dai grandi circuiti distributivi. Più che una semplice sala, il Mexico era diventato una comunità di spettatori, costruita attraverso scelte spesso controcorrente, un rapporto diretto con il pubblico e la disponibilità a concedere tempo e visibilità ai film nei quali Sancassani riconosceva un’autentica qualità artistica.
La scelta di assegnare il primo premio a Giorgio Diritti è legata soprattutto alla storia di Il vento fa il suo giro, esordio cinematografico del regista bolognese. Quando il film venne realizzato, nel 2005, nessun distributore sembrava disposto a sostenerlo. Diritti iniziò allora a contattare direttamente alcune sale indipendenti, alla ricerca di esercenti disponibili a credere nel progetto. Tra questi trovò proprio Antonio Sancassani, che decise di programmare il film al Cinema Mexico.
Quella che avrebbe dovuto essere una permanenza di pochi giorni si trasformò progressivamente in un successo. La programmazione venne prolungata settimana dopo settimana, grazie al passaparola degli spettatori, agli incontri organizzati in sala e alle iniziative ideate per mantenere vivo l’interesse attorno all’opera. Il vento fa il suo giro divenne così un caso cinematografico nazionale, dimostrando che anche un film privo di una distribuzione forte poteva incontrare il pubblico quando sostenuto da una sala competente e coraggiosa. La Fondazione Ente dello Spettacolo ricorda che l’opera rimase al Mexico per un periodo eccezionalmente lungo, contribuendo in modo decisivo all’affermazione di Giorgio Diritti.
Nel ritirare il riconoscimento, il regista ha ricordato la capacità di Sancassani di comprendere immediatamente il carattere avventuroso e indipendente del film. Tra i due nacque una collaborazione fondata sulla fiducia, sulla creatività e sulla convinzione che il cinema non dovesse essere ridotto a un prodotto da consumare rapidamente. Diritti ha descritto il Mexico come una piccola comunità, nella quale lo spettatore veniva accolto, consigliato e coinvolto in un’esperienza condivisa.
Alla cerimonia sono intervenuti Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, e Domenico Dinoia, presidente di AGIS Lombardia e storico collaboratore di Sancassani. Dinoia ha ricordato l’impegno dello storico esercente nella difesa delle monosale cittadine e la sua volontà di mantenere il Cinema Mexico fedele alla propria identità, anche di fronte alle trasformazioni urbanistiche e commerciali del quartiere milanese di via Savona. Nel 2011 Sancassani aveva ricevuto l’Ambrogino d’oro, venendo celebrato come uno degli esercenti cinematografici più coraggiosi del Paese.
Il Premio Sancassani non nasce tuttavia soltanto come riconoscimento alla memoria. L’intenzione annunciata dalla Fondazione Ente dello Spettacolo è quella di trasformarlo in uno strumento concreto di sostegno al cinema indipendente. Dalle successive edizioni il premio sarà destinato a un giovane autore la cui opera incontri difficoltà nella distribuzione. Al vincitore verrà offerta anche la possibilità di programmare il film al Cinema Mexico, proseguendo idealmente il lavoro di ricerca e valorizzazione compiuto da Antonio Sancassani. Giorgio Diritti entrerà nella giuria del riconoscimento.
La prima edizione ha quindi messo in relazione due esperienze accomunate dalla stessa idea di cinema: da una parte la fedeltà di Sancassani alla sala come luogo di incontro e di crescita culturale; dall’altra lo sguardo di Diritti, rivolto alle comunità marginali, alle fragilità umane e alle storie che difficilmente trovano spazio nella produzione più commerciale.
In un momento nel quale le sale tradizionali devono confrontarsi con le piattaforme digitali e con nuove modalità di consumo audiovisivo, il Premio Sancassani ricorda che il futuro del cinema dipende anche dalla presenza di esercenti capaci di rischiare, selezionare e accompagnare le opere. Non basta infatti aprire una sala e proiettare un film: occorre costruire attorno a esso una relazione, offrire al pubblico occasioni di incontro e trasformare la visione in un’esperienza collettiva.
Il riconoscimento consegnato a Giorgio Diritti alla Mostra di Venezia assume così il valore di un passaggio di testimone. Celebra un uomo che ha dedicato la propria vita alla difesa del cinema indipendente e, nello stesso tempo, affida alle nuove generazioni di autori ed esercenti il compito di proseguire quella stessa avventura.
Marco Sanavio direttore Cube Radio
Ph: Gaia Callegaro
