Eccoci ritrovati con la nostra rubrica sui temi della comunicazione, della pubblicità e soprattutto della moda. Piccole “pillole” di sapere e curiosità che ci porteranno a conoscere questi ambiti più da vicino.
Oggi parliamo dello stilista Antonio Marras.


Antonio Marras, il mito seducente di “I’M Isola Marras” è lo stilista-artista dell’omonimo marchio. Marras attraversa tutte le declinazioni della cultura visiva, dalle decorazioni ai dettagli provenienti da epoche e mondi apparentemente inconciliabili. Nasce ad Alghero, dove vive e lavora e nel 1987 disegna la sua prima collezione. Nel 1992 presenta le sue creazioni a Parigi, attraverso la collezione “Le nuvole”.


Lui è l’uomo nell’arte: il creativo che origina le sperimentazioni, gli stili, i tessuti, le forme e i colori. Vive e crea attraverso l’animo e le sensazioni, dai suoi abiti traspariscono le emozioni più pure. Lui è lo stilista della contaminazione per eccellenza: commistioni con l’arte, con la musica, con la danza, con il teatro, con il cinema e molto altro. Crea delle relazioni e intreccia fili rossi per tessere legami con le arti. Per Marras la moda è una continua relazione con gli altri linguaggi, un gioco di accostamenti, spesso apparentemente distanti, come si trattasse di una lezione di “Bruno Munari”. La moda diventa così un nuovo alfabeto.


Nel 2000, progetta e crea uno spazio, dedicato ad un evento che unisce fotografia, moda e scultura, nello spazio Cappellini di Milano, strutturando una specie d’installazione composta da vecchi letti di ferro, frac, giacche nere vintage e camicie bianche profumate di lavanda. Nel 2002 progetta, per la galleria romana AMM, assieme ad un fornito team di professionisti derivanti da tutte le arti, Circolo Marras.
Folkloristici i suoi anni sotto la direzione artistica di Kenzo. Dall’unione tra la cultura sarda e quella giapponese hanno origine capi ricercati, sperimentati e ricchi di storia. Colori, trame e orditi si mescolano presentando una comunicazione nell’arte senza precedenti.


Lo stilista è il primo fashion designer a essere stato ospitato all’interno della prestigiosa fondazione di arte contemporanea. In occasione dell’anniversario del brand, ha creato l’evento presso il Victoria and Albert Museum, con sezione dedicata alla mostra degli abiti che hanno fatto la storia del marchio di alta moda.
Nel 2009 realizza i costumi per lo spettacolo di Luca Ronconi, “Sogno di una notte di mezza estate”. Nel 2012 inaugura il concept store “Nonostante Marras” con una mostra di Claudia Losi. Nel 2015 e nel 2017, in occasione del Festival si San Remo, Marras realizza gli abiti per la cantante Bianca Atzei.


Marras è uno stilista fuori dal comune e lo dimostra in ogni sfilata, collezione e occasione mediatica. Nel modo di essere nella moda, ricorda le gesta di un artista, che nella creazione e nella cura del capo ripropone il suo estro creativo e la sua personalità. Una personalità attaccata alle sue origini ma altrettanto desiderosa di sperimentare e conoscere il mondo.


È un uomo, prima che uno stilista, conosciuto per la sua vasta cultura e per la sua ricerca oltre i confini dagli stereotipi della moda. Nella sua visione, anno dopo anno, le sue creazioni parlano dell’identità, di esiliati e rifugiati, del multiculturalismo, del mondo e del destino. La sua ribellione contro gli estremismi e la “purezza” è un tratto distintivo della sua ricerca che spazia dalla moda, all’arte, al teatro, all’architettura e al design.
Marras racchiude in questa frase tutta la sua filosofia artistica: “Andare, uscire, viaggiare, conoscere e ritornare a casa.”


Concludiamo questo nostro approfondimento su questo brand e questo stilista con un consiglio per tutti gli appassionati:
“Antonio Marras, 10 anni dopo”, di Antonio Marras e Yelena Yemchuk, curatore Maria Luisa Frisa, edito da Corraini.