Il 28 marzo 2026, presso la sede IUSVE di Mestre, si è tenuto l’evento “Possiamo pensare meglio con l’Intelligenza Artificiale?”, un’occasione di dibattito e confronto che ha messo in luce il modo in cui il pensiero umano può relazionarsi con l’intelligenza artificiale, approfondendo queste tematiche e «applicandole ai giovani, ai cambiamenti della società, alla comunicazione, alla qualità dell’apprendimento e alla costruzione della conoscenza», come ha opportunamente sottolineato il prof. Bobbio, responsabile scientifico del convegno.
Il docente IUSVE Davide Girardi, Coordinatore generale della ricerca, si è confrontato con Paolo Legrenzi, esperto di psicologia del pensiero e professore emerito dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, che ha richiamato i contenuti del suo volume più recente, “Pensare con l’Intelligenza artificiale. Un’alleata possibile”, scritto con Antonio Rizzo. «L’oggetto dell’evento di oggi – ha spiegato Legrenzi – è comprendere quale aiuto possano darci le macchine, sulle quali abbiamo simulato i processi di pensiero naturali. Oggi abbiamo anche la possibilità di disporre di strumenti che pensano e collaborano con il nostro pensiero, e che cambieranno sia la nostra quotidianità sia, soprattutto, il mondo del lavoro».
L’ambivalenza dell’integrazione degli algoritmi nel mondo del lavoro è emersa come uno dei punti centrali del convegno. «Sarà interessante capire come i sistemi di intelligenza artificiale – ha osservato Girardi – che in alcuni contesti diventano veri e propri attori interagenti, potranno avere ricadute sui sistemi di impiego, sul più ampio mercato del lavoro e sulle trasformazioni strutturali che questi sistemi porteranno con sé».
Margherita Scattolin per #CubeLive