Il 22 settembre scorso, nel centro storico di Venezia, l’evento “CI STO! Imani e connessi nell’era dell’IA” organizzato dall’Istituto Universitario Salesiano Venezia (IUSVE) in collaborazione con Avvenire e sostenuto da Generali, dedicato a informazione, educazione, tecnologie digitali e intelligenza artificiale ha mostrato con particolare evidenza quanto la qualità delle relazioni possa incidere sulla riuscita di un’iniziativa.
Un ruolo decisivo è stato svolto da sette studenti dello IUSVE: Giada Bettiol, Elena Covelli, Vittoria Da Re, Elena Fusco, Davide Pistolato, Margherita Scattolin e Tommaso Ventura. La loro presenza non si è limitata al supporto organizzativo, ma ha rappresentato un vero collante tra relatori, ospiti, partecipanti e soggetti coinvolti, confermando come la mediazione umana possa cambiare il volto di un evento.
Presente in sala anche la professoressa Michela Drusian, responsabile del Dipartimento di Comunicazione, a testimonianza di un lavoro educativo che non nasce occasionalmente, ma si costruisce ogni giorno. È infatti anche grazie al percorso che lei e i suoi collaboratori portano avanti con gli studenti che, accanto alle competenze tecniche e professionali, cresce all’interno dell’università una vera intelligenza emotiva, fatta di ascolto, attenzione, responsabilità e capacità di entrare in relazione con gli altri.
Gli studenti hanno contribuito anche alla narrazione digitale delle attività e all’integrazione delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale all’interno del percorso, mettendo in pratica competenze comunicative, organizzative e relazionali. L’esperienza ha reso visibile una delle dimensioni più significative delle sperimentazioni sul campo promosse dallo IUSVE: portare fuori dalle aule ciò che viene appreso durante il percorso universitario e verificare, in contesti reali, come competenze e strumenti acquistino valore quando sono accompagnati da sensibilità umana e capacità di costruire relazioni.