Trame di inclusione, l’azione pedagogica a scuola

Il convegno «Trame di inclusione. L’azione pedagogica a scuola», promosso nell’ambito del Corso di Alta Formazione «Il Pedagogista a scuola» presso l’Istituto Universitario Salesiano Venezia (IUSVE), si è proposto l’obiettivo di declinare l’azione pedagogica all’interno di ogni scuola, di ogni ordine e grado.

L’apertura dei lavori, arricchita dai saluti istituzionali di Nicola Giacopini (Direttore IUSVE), Michela Possamai (Presidente dell’Istituto Superiore di Ricerca Educativa), Alessandro Bozzato (Presidente dell’Unione Italiana Pedagogisti) e Catia Giaconi (Presidente della Società Italiana di Pedagogia Speciale), ha introdotto una riflessione condivisa sul sistema scolastico attuale, caratterizzato da uno scenario in cui «la complessità è il tratto dominante».

In questo contesto, l’evento ha inteso valorizzare la figura del pedagogista come professionista capace di interpretare le criticità e promuovere un’inclusione diffusa, prospettiva approfondita negli interventi di Silvia Maggiolini ed Elena Zanfroni dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, focalizzati sul contributo del CeDisMa alla consulenza pedagogica, e di Enrico Miatto dello IUSVE, centrato sull’espressione della competenza pedagogica.

L’intervento di Stefano Coquinati (IUSVE) ha evidenziato il ruolo del pedagogista come tessitore di apprendimenti, sottolineando l’importanza di un «lavoro di tessitura che si fa all’interno della scuola» per «uscire dalla logica che hanno le scuole in questo momento, che sono molto centrate sull’organizzazione e sulla dimensione amministrativa». Al centro della riflessione è emersa la necessità di riaffermare la funzione pedagogica della scuola, chiamata ad «aiutare le persone a crescere, aiutare le persone a trovare il modo di migliorare».

Il convegno ha inoltre approfondito i contesti educativi segnati da particolare fragilità attraverso la relazione di Gianluca Amatori dell’Università Europea di Roma, che ha descritto la scuola in ospedale come una «bellissima palestra per l’inclusione», evidenziando l’importanza dell’intervento progettuale «nel momento in cui la malattia rischia di interrompere il percorso biografico di un bambino o di un adolescente».

Infine, nel solco delle novità introdotte dal Decreto Legislativo 62 del 2024, la relazione di Catia Giaconi (Università di Macerata) ha mostrato come la ricerca in pedagogia speciale debba orientarsi verso la co-progettazione e la valutazione della qualità della vita, affinché il «progetto di vita» possa diventare uno strumento concreto attraverso il quale le persone con disabilità abbiano la possibilità di «esprimere i loro desideri ed essere protagoniste del loro progetto di vita».