Ciao a tutti e benvenuti ad una nuova puntata di ModaPuntoCom.
Andiamo subito all’interno di questo dizionario della moda etica e sostenibile, per dare qualche consiglio efficace per una comunicazione di moda etica e sostenibile.


Iniziamo con la definizione di “moda etica”. Cos’è davvero la moda etica? Ne abbiamo parlato tantissimo in ModaPuntoCom, sia con le pillole fashion, sia con le interviste, gli approfondimenti, gli articoli; ma non abbiamo mai definito “moda etica”. Nel farlo mi appoggio alla definizione del sito www.dressthechange.org, un sito molto interessante per quanto riguarda la moda etica e sostenibile, e che propone una visione molto ampia legata a questi termini. Andiamo a leggere la definizione di moda etica. La moda etica è un settore del sistema moda che si propone di dare impulso allo sviluppo prevalentemente sociale, anche nella sostenibilità ambientale. Ma quando si parla di moda etica si parla prevalentemente di persone e di tutela del lavoro.


Dovete sapere che il termine moda etica inizia, purtroppo o per fortuna, ad essere più diffuso a seguito della tragedia del Rana Plaza, nel 2013. Sono dovute morire molte persone e rimanere ferite molte altre perché la situazione mondiale si accorgesse della necessità di una moda che rispettasse non solo l’ambiente, ma anche le persone. L’elemento caratterizzante, di cui parla anche dressthechange, è la trasparenza. È proprio sulla trasparenza che giochiamo con alcuni consigli interessanti per la creazione di un progetto di moda etica che sia davvero efficace nell’ambito della comunicazione e della progettazione di un brand e di un prodotto.


Andiamo a vedere tre consigli principali:
Primo consiglio. Come si fa una comunicazione di moda etica? La moda trasparente esige una comunicazione trasparente. Non preoccupiamoci di costruire delle identità artefatte, ma cerchiamo di mettere in luce gli aspetti principali, determinanti e caratterizzanti, che esistono già, per un prodotto o per un brand e comunichiamoli in modo efficace. Cosa vuol dire? Trovando una chiave di bellezza attraverso la personalizzazione.


Punto due. Parliamo la lingua del consumatore ovvero parliamo la nostra lingua creando una trasparenza, non solo progettuale, ma anche facendola vedere. Un’esplosione di trasparenza sia online con video, tutorial e format che si avvicinano al consumatore e che creano curiosità in questo; sia offline per quanto riguarda un’educazione nel punto vendita e soprattutto con personale addetto che sia in grado di fornire, davvero, delle informazioni necessarie e corrette legate alla creazione, alla produzione e alla vendita del prodotto.


Punto tre. Usiamo la chiave della trasparenza per informare e creare cultura sul prodotto e tutto ciò che è connesso ad esso, proponendo stili di vita in armonia con l’etica. Non solo nel vestirsi, ma anche nel nutrirsi, nel pensare, nella fede e nell’amore per il prossimo e per il mondo che ci circonda. Usiamo il brand come un trampolino di lancio per la cultura.


Vi lascio con qualche domanda rivolta a voi. Cos’è per voi la trasparenza? Come la rappresentereste? Con un’immagine, un video, un testo oppure con niente?
Vi do appuntamento alla prossima pillola fashion di ModaPuntoCom.
Ciao a tutti.