Il premio Ethical Champion è un riconoscimento ideato da Cube Radio, l’emittente accademica dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona. Viene attribuito ogni anno a coloro che, tra artisti e personalità di spicco, si distinguono per valori etici rilevanti durante il Festival di Sanremo. 

Il titolo di “campione etico” mira, in particolare, a premiare nel contesto della comunicazione il rispetto, la correttezza e l’etica dimostrati per tutta la durata della più importante kermesse musicale italiana.   

Si tratta di un riconoscimento di poco valore in senso strettamente materiale, ma di alto spessore in quanto gratifica la profusione di un forte impegno morale e sociale.  

“Il fenomeno della Second Screen Tv – ha affermato Marco Sanavio, direttore di Cube Radio – rischia in alcune occasioni di esacerbare i toni che escono dall’ambito di una sana critica per trasformarsi in attacchi personali, offese e violenza verbale. Il premio […] vuole sottolineare come lo stile con il quale si comunica nelle mediazioni digitali sia elemento indispensabile di qualità dei rapporti umani e, pertanto, non possa prescindere dal rispetto reciproco”. 

Negli anni i vincitori del premio sono stati vari: ne segue un elenco e i rispettivi motivi della vittoria. 

Vincenzo Mollica: storico giornalista RAI, si è distinto negli anni per la sua narrazione del Festival di Sanremo. Regina indiscussa tra le varie voci della kermesse, la sua si è sempre contraddistinta per la correttezza nei confronti di tutti;  

Rai Pubblica Utilità: con i suoi contenuti social relativi al Festival e soprattutto alle presentazioni dei performer Lis, ha dimostrato un grande impegno nel rendere il Festival accessibile ai non udenti, dimostrando con forza che servizio pubblico significa inclusione; 

Davide Shorty: cantante siciliano di 31 anni, si è contraddistinto per la sincerità e l’umanità della sua comunicazione, dimostrando un certo spessore morale e rispetto. 

Sul canale YouTube di IUSVE-CubeRadio è possibile rivivere la consegna dei premi, a Vincenzo Mollica e ai fratelli Palumbo.

Claudia Gallinaro