Eccoci ritrovati con la nostra rubrica sui temi della comunicazione, della pubblicità e soprattutto della moda. Piccole “pillole” di sapere e curiosità che ci porteranno a conoscere questi ambiti più da vicino.
Oggi parliamo dello stilista Gianfranco Ferrè.


Gianfranco Ferrè nasce a Lignano il 15 agosto del 1944. Inizia a studiare architettura e si laurea in questo settore, ma comincia da subito a nutrire una forte passione per la moda.
La sua carriera inizia con il disegno dell’accessorio, bijoux e regali per le amiche, fino a diventare buyer e a lavorare all’interno delle redazioni di moda. Accanto a questa sua passione coltiva l’amore per l’India, numerosi, infatti, sono i viaggi e le collaborazioni che svolgerà in questa terra. Nel 1974 sfila in passerella con le prime collezioni sempre privilegiando l’accessorio.

Nel maggio 1978 nasce il marchio Gianfranco Ferrè e nello stesso anno esce la sua prima collezione, questa volta di pret-à-porter femminile, a Milano. Nel 1982 propone la sua prima linea maschile e nel 1986 crea una collezione di alta moda a Roma. Dal 1989 al 1996 Gianfranco Ferrè diventa direttore artistico per la maison Christian Dior. Sarà da quest’esperienza che Ferrè acquisirà le basi dell’alta moda per portarle poi all’interno del suo marchio, creando da qui in poi un vero successo.


La Gianfranco Ferrè diventerà talmente nota da essere acquisita, venduta e diffusa in tutto il mondo, tanto che il suo omonimo creatore resterà stilista ma soprattutto direttore artistico della casa di moda. Nel 2007 Gianfranco Ferrè, dopo essere stato nominato presidente dell’Accademia di Brera muore per un’emorragia cerebrale. In seguito alla sua scomparsa è nata la Fondazione Ferrè, a lui dedicata e che prende il suo nome. Il tutto, con lo scopo di conservare, promuovere e diffondere I valori culturali, artistici ed estetici della casa di moda. Gli stessi plus che Gianfranco Ferrè ha testimoniato per tutta la sua vita.


L’emblema della maison è la camicia bianca: punto di partenza e di arrivo dello stilista. La camicia bianca rappresenta per Ferrè: una sfida continua nella creazione e nella scomposizione di un capo di moda tanto essenziale quanto unico. La riprogetta nei suoi elementi costitutivi e né enfatizza, di volta in volta, collo, polsini, allacciatura e volume. Utilizza materiali diversi e la rende un passepartout per l’abbigliamento maschile senza però tralasciare la versione femminile. A fare innamorare Ferrè è proprio la qualità unisex del capo, che la rende un ambito di sperimentazioni e nuove scoperte.


La camicia bianca diventa il segno della griffe di alta moda e Gianfranco Ferrè la rende un simbolo di eleganza libera e raffinata, che cambia con il tempo e le tendenze, mantenendo inalterata la sua personalità. Gianfranco Ferrè dice: “Nel lessico contemporaneo dell’eleganza, mi piace pensare che la camicia bianca sia un termine di uso universale. Che però ognuno pronuncia come vuole…”.
La filosofia artistica dello stilista conserva inalterata la sua dedizione verso l’architettura, grazie ai volumi, alla passione per il progetto e alla costruzione razionale dei modelli. A questa propensione strutturale si aggiungono un innato senso per il bello, per il lusso e per l’eleganza che Ferrè acquisisce e alimenta negli anni parigini grazie alla maison Dior.


A questi elementi si aggiungono ulteriormente le grandi influenze dei viaggi in India: colori, tradizioni e spiritualità dentro ogni creazione dello stilista.
Il connubio tra questi aspetti crea la maestosità dei bozzetti di Ferrè e contribuisce alla filosofia del brand di rimanere coerente fino ai giorni nostri. Oggi Ferrè cerca di essere ancora protagonista delle grandi passerelle portando lo stile del maestro ad evolversi grazie la contemporaneità in cui viviamo.


Concludiamo questo nostro approfondimento su questo brand e questo stilista con un consiglio per tutti gli appassionati:
“Gianfranco Ferré. Progettazione continua” di Paola Maddaluno, edito da La Feltrinelli Editore.