Il riciclo dei tessuti con i kantha quilt

I kantha quilt sono coperte o tappeti che nascono dall’unione di diversi frammenti
di tessuto, la maggior parte delle volte cotone o seta, riciclati e uniti tra di loro a
punto filza. “Quando le donne indiane non usano più dei vestiti – spiega Federica –
per non buttare nulla e dare vita a nuovi oggetti ne riciclano i tessuti, creando
trapunte o tappeti su cui potersi sedere in casa. È un’abitudine molto comune in
India quella di ridare vita ad un oggetto che non si usa più ed è diventato anche
un nostro stile per contribuire alla cura della casa comune”. Un percorso in piena
consonanza con la Laudato si’, che suggerisce di sperimentare «forme intelligenti e
redditizie di riutilizzo, di recupero funzionale e di riciclo» (192), e che ha portato i
due giovani imprenditori a commercializzare i propri kantha quilt, realizzati con
scarti derivati dalla produzione dei vestiti.

Un’altra caratteristica che contraddistingue lo stile imprenditoriale della coppia è il
desiderio di mantenere una produzione artigianale nella stampa dei tessuti. Invece
di adeguarsi alla più rapida e produttiva stampa industriale preferiscono, infatti, far
imprimere i disegni dei loro capi con la classica tecnica manuale: “io creo i disegni
dei blocchi in Italia – spiega Federica – poi li invio allo scultore dei blocchi in India
che li riproduce fedelmente e, successivamente, vengono utilizzati per la stampa a
mano. Preferiamo che compaiano le irregolarità di stampa, il tocco umano e
artigianale perché per noi la perfezione non è qualcosa di preciso e regolare ma
qualcosa di speciale a modo suo e l’hand block print, da questo punto di vista, è
perfetto”.