Eccoci nuovamente all’appuntamento di SONAR, la rubrica di approfondimento di Cube Radio
News. Abbiamo avuto la possibilità di fare qualche domanda sull’Intelligenza Artificiale legata al
tema green a Thomas De Zorzi App & AI Developer presso Generali Italia S.p.A ed appassionato
in materia.

-Bentrovato Thomas, come l’AI può essere integrata in un modello di business circolare?

[Thomas De Zorzi] Nel modello di business lineare i prodotti sono progettati per costare poco e
durare il minimo indispensabile, contrariamente dal modello circolare dove questi sono pensati per
durare il più possibile ed essere facilmente riparati e riciclati. Ed è proprio nella fase di
progettazione che, secondo me, l’AI avrà un ruolo chiave. Perché è in grado di analizzare un
enorme quantità di dati e di trovare il modo migliore per progettare i prodotti ed assicurarsi che
siano durevoli, riparabili e riciclabili. Purtroppo non possiamo dire lo stesso di oggi. Attualmente le
applicazioni pratiche dell’AI sono davvero poche probabilmente perché è considerata una
tecnologia ancora acerba e ha bisogno di ulteriori sviluppi prima di essere applicata su larga scala.

-Quali pensi siano le prospettive per il futuro dell’AI nell’ambito green?

[Thomas De Zorzi] Le prospettive per il futuro dell’AI nell’ambito green sono moltissime. Mi viene in
mente l’ottimizzazione energetica, cioè tutti quei sistemi che ci permetteranno di utilizzare meno
energia possibile ma con la massima resa. Come ad esempio un sistema di domotica che
ottimizza la temperatura della casa in base alle nostre abitudini e spegne tutti i dispositivi quando
usciamo. Oppure, in un’ottica più visionaria, possiamo immaginare dei servizi di car sharing con
guida autonoma, in un futuro dove le auto private non esisteranno più e per muoverci useremo
delle auto condivise nelle quali basterà semplicemente dire dove vogliamo andare e ci porteranno
lì.

-Considerando i contro dell’Ai come l’alta emissione di CO2, pensi che i vantaggi superino gli
svantaggi?

[Thomas De Zorzi] L’idea che l’AI sia ad alta emissione di CO2 è un falso mito. Le più grandi
aziende tecnologiche hanno già completato la transizione al “carbon neutral”, che vuol dire
compensare completamente la CO2 emessa finanziando progetti di riforestazione o di energia
rinnovabile. Addirittura le stesse aziende si stanno impegnando a raggiungere il “net-zero” entro il
2030, cioè azzerare tutte le emissioni di CO2 in tutta la loro filiera produttiva.

-Per tirare le somme: Intelligenza Artificiale e sostenibilità sono alleati o avversari?

[Thomas De Zorzi] Non c’è motivo di pensare che siano avversari. Come detto prima l’energia
consumata dall’AI è quasi totalmente green e questa può essere applicata in qualsiasi settore,
riducendone i consumi di energia e materie prime con la conseguente riduzione del suo impatto
ambientale. L’unico vero problema dell’AI è la centralizzazione. Cioè che l’accesso a questa
tecnologia sia riservato solo a poche aziende privilegiate. Infatti è stata sviluppata e fatta
funzionare dalle più grosse aziende tecnologiche, che se si dovessero mettere d’accordo
sarebbero in grado di modificarla a proprio piacimento per un loro tornaconto e non tanto per
aiutare la transizione verso la sostenibilità.

Ringraziamo Thomas De Zorzi per il suo prezioso contributo. Il Sonar di oggi termina qui, Asia
Galvani per Cube Radio News, a voi studio.