Eccoci ritrovati con la nostra rubrica sui temi della comunicazione, della pubblicità e soprattutto della moda. Piccole “pillole” di sapere e curiosità che ci porteranno a conoscere questi ambiti più da vicino.
Oggi parliamo dello stilista Kenzo Takada.


Kenzo è un brand ecclettico e allo stesso tempo ambizioso; ormai molto conosciuto nel panorama della moda, a livello mondiale, può considerarsi uno dei marchi evergreen del settore: un luxury brand senza tempo. Kenzo Takada, originario della città di Himeji, in Giappone, è, infatti, il nome del creatore della famosa maison Kenzo. Un uomo creativo, amante del disegno e della moda, fin da piccolo. La forte personalità individualista lo ha reso capace di concretizzare il suo più grande sogno, girando il mondo e conoscendo usi e costumi delle tradizioni Europee e Francesi, dalle quali presero vita le sue prime collezioni e che si ritrovano tutt’oggi nello stile folkloristico e sperimentale della maison.


Fin dalle origini, l’unione tra la matrice orientale e l’esperienza francese nello stilista maturarono uno stile molto personale, mai visto prima, apportando a sua volta notevoli novità anche nelle terre d’adozione. Kenzo, come Cocò Chanel prima di lui, libera la donna, in particolare, ma la moda, più in generale, dalle forme rigide degli anni Settanta e porta con sé la fluidità delle linee e dei materiali, nonché nuovi e diversi accostamenti tonali, presentando all’Europa l’uso del colore puro.

Questo stilista pose le basi del suo marchio, come oggi è conosciuto, con la nascita della boutique Jungle Jap a le Galèrie Vivienne a Parigi nel 1970. Iniziò così in modo ufficiale a far conoscere le sue creazioni libere, leggere e decorate. Propose il disegno contro il drappeggio, in perfetto stile orientale, mostrò vestiti comodi che permettevano facili movimenti, e suggerì, da subito, tessuti leggeri, morbidi, fluttuanti. Ma soprattutto colorati. Casual e Giappone si unirono in stile anni Settanta per iniziare a far parlare di Kenzo.


S’inserì fin da subito nell’alta borghesia francese viste le sue collezioni considerate d’alta moda ma con il suo personalissimo “fare moda” propose un nuovo senso a questa disciplina, più democratico e soprattutto libero. Solo sei anni più tardi, Kenzo, iniziò una grande espansione del marchio in tutto il mondo, aderendo così al suo concetto di liberà, emblema indiscusso della sua filosofia artistica. Una liberà che non solo suggerì con le sue collezioni e la massificazione della sua presenza, ma che si prese proponendo per il marchio molte novità, tra cui: linee di abiti maschili, comunicazioni rivoluzionarie e celebri artisti della moda per disegnare nuove collezioni e comunicare in modo inaspettato.

Anche se il mondo della moda di quel tempo era ancora affascinato da “Le smoking”, il rivoluzionario tailleur da donna dello stilista Yves Saint-Laurent, Kenzo non arrestò la sua corsa al cambiamento ma anzi propose ulteriori novità per creare nuovi sguardi nella moda, soprattutto riferita al gioco di ruoli da sempre pedina cardine del “fare moda nella moda”. Un animo in netto contrasto con le tradizioni dell’alta moda del tempo, la stessa, che anzi, ha sempre cercato di tenerlo stretto e non farlo scappare poiché aveva intuito che aveva ancora tanto da mostrarle.


Kenzo si veste ancora oggi della stessa essenza rivoluzionaria che ha guidato lo stilista verso scelte e proposte inaspettate.

Concludiamo questo nostro approfondimento su questo brand e questo stilista con un consiglio per tutti gli appassionati:
“Pubblicità: manuale imperfetto. Analisi, riflessioni e storie emblematiche sul mondo dell’advertising” di Giovanna Bandiera, Francesca Bonotto, Sofia Bellamio, edito da Libreriauniversitaria.it