In un mondo che non accetta più lo spreco, in un 2021 in cui i giovani sono sempre
più attenti alla Terra del loro futuro e vanno ad urlarlo in giro per le strade, riciclare
è un’attività fondamentale e vitale, vitale se vogliamo avere un futuro in un mondo
che ce lo permetta.

Ci è stato insegnato come riciclare tanti materiali: la plastica, i tappi, l’organico la
carta…ma riciclare non si può fare solo ed esclusivamente quando il materiale è
già stato usato. È vero che il termine “riciclaggio” nel dizionario è indicato come
“l’azione di riimmettere in circolazione, di riutilizzare materie, prodotti, valori”, ma
per le menti più creative il riciclare si può fare in svariati modi, tra i quali
inventando nuovi modi per ottenere o produrre un certo materiale.
Un esempio ed una pratica ancora poco conosciuto per riciclare la carta, tra i più
bizzarri dei metodi, si ha di produrla dalle feci degli animali.

Una pratica che permette di salvare la vita agli alberi, che stanno andando a
scarseggiare sempre di più, piante che ci permettono di vivere, perché producono
ossigeno e ci fanno vivere meglio donandoci verde tutt’attorno e anche emozioni
durante le varie stagioni dell’anno, per i più amanti dell’autunno e dei suoi colori e
chi dei frutti della primavera.

In realtà questa pratica che in Italia potrebbe rendere qualcuno incredulo, è una
pratica antichissima che veniva effettuata nello Sri Lanka utilizzando in special
modo lo sterco degli elefanti. Lo sterco utilizzato è necessario che provenga da un
animale erbivoro e non carnivoro, questo per l’odore che potrebbe emanare lo
sterco e successivamente la carta, derivante dalla carne.

Gli elefanti sono gli animali erbivori più amati per produrre carta anche in
Thailandia, dove la tradizione è stata poi condivisa anche da altri paesi asiatici,
poiché sono in grado di assimilare fino a 250 chili di cibo al giorno, che una volta
elaborati dal loro sistema digestivo, causano una buona quantità di rifiuti ricchi di
fibre.

È necessario che l’animale sia erbivoro perché nelle feci vi si trova appunto una
grande quantità di fibre, che non sono state particolarmente elaborate
nell’intestino dell’animale come sarebbero quelle derivanti dalla carne e per
questo più adatte per produrre carta.

Per questo processo si può adottare anche l’aiuto di altri animali quali la mucca, il
cavallo, l’asino, il panda, l’alce americano e tanti altri mammiferi erbivori.
Forse venendone a conoscenza, questa pratica inizierà ad essere più adottata
anche in Occidente, perché non vi saranno certo gli elefanti, ma gli erbivori si
trovano in qualsiasi angolo del mondo.