Ciao a tutti e benvenuti ad una nuova puntata di ModaPuntoCom. Siamo qui in diretta dalla Cube radio con un ospite, Alessandra Dolce. Dovete sapere che è una stilista, una designer, una creativa che ha creato questo brand: Madì Maison. Ti lascio spazio per presentarti.

Sono Alessandra Dolce, vengo da Palermo, ho una formazione da designer del prodotto e da scenografa e costumista teatrale acquisita allo IUAV di Venezia. Da due anni sono fondatrice di Madì Maison. Faccio parte di un’associazione culturale che si chiama Woodstock Teatro, nella quale mi occupo della scenografia e dei costumi e collaboro insieme ad altre compagnie del territorio. In questo periodo saremo in scena, per esempio, alla Fenice. Alla Fenice faccio l’aiuto sarta, aiuto costumista e scenografa.

Studiando il tuo personaggio, ricercando informazioni su di te, prima di catturarti e portarti in radio, mi è venuto in mente Oskar Schlemmer del Bauhaus. Lui curava costumi per il balletto che avevano una ripercussione nel suo modo di fare design e di fare arte. Prima di presentare il tuo brand vorrei presentare come questa professione, questo tuo essere scenografa e costumista ti influenza nell’essere stilista ed essere una creativa nell’ambito della moda?

In teatro ogni costume è un personaggio e in Madì Maison ogni abito diventa un personaggio. Il teatro mi aiuta a sperimentare e a giocare, nella moda non è così facile farlo. Questo mi ha aiutato nella comunicazione a creare queste maschere per cui ogni abito è un personaggio e gli creo un’identità attraverso un’espressione in ogni maschera. Ogni abito ha una propria scenografia, una location. Questi due ambienti si contaminano: più libero e creativo quello del teatro e più finalizzato ai trend e alle influenze di settore quello della moda. Anche se porto più il teatro dentro la moda, in questo caso, pensando un abito come un personaggio, riesco a dargli anche un’identità precisa rispetto ai personaggi storici di cui mi sto occupando.

Ad esempio, nell’ultima collezione, di cui mi sono occupata, ispirata alle meretrici di Venezia, ho creato le tre donne icona delle meretrici, tra cui Veronica Franco che era una poetessa cortigiana. Ho dato loro anche una location, ambientata e creato tutto il servizio fotografico insieme a Margherita Gnaccolini, che è una fotografa di scena. Il tutto ambientato nel quartiere dove erano segregate le cortigiane. Quello che vorrei fare è mettere insieme vari linguaggi, per me, la moda è anche un diverso modo di comunicare.

Raccontando di questa forma di comunicazione che utilizza attraverso la moda, nel sito di questo brand che curi, Madì Maison, le foto delle collezioni e dei capi non presentano una modella con il volto scoperto bensì il volto coperto e disegnato da te personalizzato per ogni capo. Anche qui una scelta comunicativa?

È nato un po’ per giocare nel momento dello shooting, però è un modo per dire di non identificarsi con la modella che indossa un abito o non identificarsi con questa, ma cercare di immaginare che cosa c’è dietro quella maschera, che espressione può avere o immaginarsi dietro quella maschera e quell’abito.

Madì Maison in concreto cos’è?

Nasce per una necessità, cercare di fare una moda in maniera diversa, in cui il Made In Italy, la personalizzazione e la sostenibilità siano fondamentali.

Come Madì Maison riesce ad essere etico e sostenibile?

Mi appoggio ad aziende del territorio e spesso uso materiali vergini quali: pura lana vergine, cotone, lino o seta e spesso quanto risulta dal magazzino per evitare appunto gli sprechi. Cerco di indirizzare sulla personalizzazione quindi creare un capo su ordinazione oppure sui colori che una persona immagina di voler indossare.

A questo proposito nel sito crei un alfabeto?

L’idea dell’alfabeto mi è venuta perché l’alfabeto è l’elemento base che noi usiamo per comunicare, per parlare quindi ho cercato di sintetizzare i valori principali di Madì Maison.

Che feedback hai avuto attraverso la comunicazione on-line?

Positivi in generale. Molta sorpresa nell’uso della maschera oppure il fatto che uso il bozzetto e delle citazioni che prendo dai personaggi che affronto.

Dove è possibile trovare Madì Maison?

È on-line un ecommerce che appunto si chiama www.madìmaison.com e poi ho, in alcuni periodi, dei negozi di riferimento: a Venezia un negozio è Bloody, a Palermo un negozio è Modwear. Siamo presenti nei social con pagine personalizzate.

Grazie per essere stata con noi. Un saluto a tutti e alla prossima puntata di ModaPuntoCom.