Ciao a tutti e benvenuti ad una nuova puntata di ModaPuntoCom. Abbiamo qui con noi, come ospite, Francesco Salomon, ex studente IUSVE, che viene a raccontarci la sua esperienza di comunicazione di moda legata ad un brand molto noto, ovvero Diesel. Iniziamo a raccontare un po’ il tuo percorso nell’ambito della comunicazione e come arrivi a fare questa scelta di tirocinio.

Il mio percorso di comunicazione è nato alle superiori sempre in questa scuola, però nella parte grafica al San Marco. Ho notato che la grafica era un bel mondo nel quale mi piaceva stare, ma avevo un sacco di cose da imparare e, tramite alcuni professori, anche Chinellato, mi hanno trasmesso la passione. Sono laureato alla triennale.

Questa esperienza in Diesel arriva con il tirocinio formativo, come mai proprio questa azienda?

È una delle aziende che mi sembravano più interessanti e stimolanti, nella quale potevo creare molte cose.

È stato facile entrare?

Sono entrato quasi subito, ma è stato comunque molto difficile, hanno letteralmente migliaia di persone che mandano il curriculum. Mi hanno notato per fortuna e perchè gli sono piaciuti i lavori creati sia al San Marco, sia allo IUSVE e sono stati la mia carta vincente. Sono un gruppo all’interno della Diesel per cui le persone che entrano devono avere qualche tipologia di caratteristica simile a loro, che sia estetica o caratteriale o di modalità di lavoro.

Cosa ti ha colpito di questo mondo Diesel, oltre a questa stravaganza, questo essere oltre le regole in modo creativo, cosa ti ha colpito?

È un mondo letteralmente pazzesco. Hanno un’azienda incredibile, nuova, innovativa degli spazi e degli ambienti, hanno palestre, cucina che cucinano tutti i cibi del mondo tutti i giorni, la pizza ogni mezzogiorno per tutti i dipendenti. Anche nelle modalità di lavoro, ti portano ad essere creativo anche al di fuori dei briefing che ti vengono portati. A stagisti e nuovi entrati chiedono che venga portato un punto di vista nuovo.

Bello quello che raccontavi, stimolano la persona a 360 gradi nella creatività, sappiamo che quando ci si trova a lavorare in studi, soprattutto nell’ambito della comunicazione di moda, ci si trova a lavorare in studi chiusi per 8 ore al giorno e seguire in modo quasi ossessivo qualcosa o una comunicazione. Invece, questa filosofia di considerare la persona e la creatività, non solo da un processo creativo mentale, ma anche da un modo di vivere l’azienda, è molto innovativa e chi fa questo lavoro si trova ed essere considerato e stimolato in tutto.

Ci sono tutti degli uffici delle sezioni diverse che collaborano e anche ti puoi muovere da quello che è la tua zona. Sono circa 800 persone in una struttura cubica. Ci sono dei giardini interni con delle colline, completamente pieno di vetri, è veramente un bellissimo ambiente nel quale stare. Ero nella sezione visual merchandiser, nella sezione dedicata ai negozi, sia gli spazi fisici che gli elementi funzionali alla vendita o all’attrazione dei clienti.

Il Fashion Retail è una nuova via della comunicazione di moda, imprescindibile perché lo store è un contenitore di quello che creiamo e che si va a vendere. So che tu hai fatto una collaborazione particolare per Diesel, visto che siamo in tema natalizio, dedichiamoci al racconto di questo. Tu hai curato le vetrine per il brand in tempo di Natale?

Diesel è un ambiente estremamente sfidante. Ti dà tantissimi lavori da fare. Sono stato assegnato alle vetrine di Diesel Cina a livello di assistenza a quello che era un interno comunque dedicato a questo. L’Art Director principale della Diesel, in questo caso, ha scelto il mio prodotto e la mia idea creativa come allestimento per le vetrine Diesel Cina.

Come un Brand di moda si comunica in modo diverso in base al territorio in cui va a creare questi Store?

Loro mantengono un’ambivalenza a livello comunicativo, nel senso che il settore Europa e America ha una visione più occidentale del discorso, ovviamente vengono mantenute quelle che sono le nostre “tradizioni” e hanno una sezione diversa su quanto riguarda la parte asiatica. Sia il Giappone sia la Cina sono nei mercati molto forti nel loro ambito, nel quale sono ancora più creativi. Fanno delle cose da biennale, un qualcosa estremamente artistico e spettacolare.

Noi ci immaginiamo il Natale con gli alberi di Natale, una cosa un po’ diversa rispetto a quello che è stato proposto. Molto distante dall’immaginario collettivo e allo stesso tempo creativo. In questo caso era l’anno della scimmia di fuoco e abbiamo creato un qualcosa che unisse oriente e occidente. È una chiave comunicativa molto riconosciuta. La classica scimmia che non vede, non sente, non parla. Messa da un lato a totem e dall’altro con queste scene sempre sparse e il resto dell’ambiente era infuocato per riprendere sia l’ambito caldo della Diesel, sia il classico rosso che viene utilizzato in Cina nelle festività.

Cosa fai ora? Di cosa ti occupi?

Dall’anno scorso ho iniziato un progetto di startup. È qualcosa di molto sfidante poiché ci vuole un anno, un anno e mezzo prima di arrivare a un prodotto concreto che si può vendere. Noi ci siamo posti nell’ambito influencer marketing, che è comunque un ambito riconosciuto, di conseguenza, oltre ad apprendere tutto il possibile dell’ambiente, ci siamo posti una chiave innovativa, ma non troppo. Abbiamo creato un gestionale per influencer che facilita la ricerca, la gestione con dei prezzi fissi a livello di visibilità. Una piattaforma comunicativa per la comunicazione.

Se chi ci sta ascoltando vuole andare a sbirciare questo progetto dove lo trovano?

Su jungler.io

Buon Natale a tutti e ci rivediamo nell’anno nuovo. Grazie Francesco.