Bentrovati a tutti, sono Asia Galvani e questo è lo spazio che Cube Radio dedica alle news.

Mancano poco meno di 9 mesi all’inaugurazione di Expo 2020 che quest’anno si terrà a Dubai.
L’Esposizione Universale è prevista fra il 20 ottobre e il 10 aprile 2021. Il tema deciso è Connecting
Minds, Creating the Future, legato proprio al nome arabo della città che significa “il collegamento”.
L’Italia è stato il primo paese del G7 a confermare la propria partecipazione nel gennaio 2018.
Proprio la nostra nazione infatti si impegnerà a portare visibilità e benefici verso il mercato estero
alle piccole medie imprese italiane. Il padiglione ha l’ambizione di fare da collegamento, appunto,
tra l’innovazione e la sostenibilità tramite soluzioni di economia circolare. Verranno inoltre
valorizzati i prodotti nazionali in tema di enogastronomia e anche di innovazione. Una riproduzione
del David di Michelangelo a dimensioni reali concluderà il percorso nel padiglione, sottolineando
così il tema della partecipazione italiana all’esposizione nonché “la bellezza che unisce le
persone”.

Re Soil Foundation basa la sua esistenza sulla salvaguardia del suolo, risorsa molto importante
per la conservazione dell’ecosistema e per la mitigazione della crisi climatica. Lunedì 27 gennaio è
stata presentata a Roma e nasce dalla collaborazione tra il Politecnico di Torino, l’Università di
Bologna e Novamont, azienda chimica che esegue ricerche sulle biotecnologie industriali in
provincia di Caserta. L’obiettivo della collaborazione è quello di dare un vero impulso per un
cambiamento tangibile sia per la salute del suolo sia per la rigenerazione territoriale. Questo è
possibile che avvenga favorendo l’educazione e la formazione a tutti i livelli verso progetti
territoriali legati alla qualità del suolo. Il degrado del terreno porta a danni ingenti a livello globale
come, ad esempio, all’aumento delle emissioni di CO2 nell’atmosfera. Re Soil Foundation chiede
possa essere attuata una direttiva europea anche per quanto riguarda questo specifico ambito,
importante quanto acqua e aria già presenti nella normativa.

Domenica 2 febbraio è stato rinominato il Bomba Day nella località di Mestre in quanto è stato
disinnescato un ordigno di 500 libre. Per questa occasione sono state sfollate più di tremila
persone per ben quattro ore nelle aree in procinto di Via Galileo Ferraris in cui si trovava l’ordigno.
Nel raggio di quasi 2 chilometri dal nucleo della scena non c’era nessuno se non il personale
impegnato nelle operazioni. Inoltre, la città di Mestre è stata isolata e l’aeroporto Marco Polo
chiuso al traffico aereo. Il piano di intervento è stato messo appunto nella sala emergenze della
centrale dei Vigili del Fuoco nel pomeriggio di mercoledì 22 gennaio.

Finita l’operazione, l’ordigno è stato consegnato alla Marina Militare che si è impegnata a
trascinarlo in mare per poi far brillare, con una carica, la bomba in acqua.
E qui finisce il nostro angolo di news. Alla prossima!