Nel notiziario di oggi affrontiamo un nuovo argomento sul perché il Nutri-score viene fortemente
criticato in Italia.

La strategia Farm to Fork (F2F) è un piano decennale per guidare la transizione verso un sistema
alimentare più sostenibile, equo e sano. La strategia, presentata nel maggio 2020, rientra nel
Green Deal, proposta legislativa che si focalizza sul tema ambientale. In quest’ambito è stato
proposto di adottare, a livello sovranazionale, un’etichettatura nutrizionale obbligatoria e
armonizzata entro il 2022 per orientare, velocemente e semplicemente, i consumatori verso un
prodotto genuino e sano basato sugli ingredienti di cui è composto.

Il sistema di etichettatura Nutri-score identifica i valori nutrizionale tramite due scale: una cromatica
suddivisa in cinque gradazioni, dal verde al rosso, come in un semaforo e una alfabetica di cinque
lettere dalla A alla E. Il sistema è stato sviluppato in Francia nel 2013 sulla base di tabelle
nutrizionali della Food Standards Agency inglese. Il punteggio si basa sulle informazioni
nutrizionali di 100 g di cibo e 100 ml di bevande. Il punteggio tende ad avvicinarsi al massimo,
dunque al verde e alla lettera A, quando il prodotto contiene frutta, fibre, proteine e altri fattori sani,
mentre se contiene più zucchero e acidi grassi saturi il punteggio scende verso il gradiente rosso e
alla lettera E. Lo scopo è quello, appunto, di semplificare la lettura degli ingredienti in modo tale da
preferire prodotti più sani contribuendo così alla lotta contro l’obesità, il diabete e le malattie
cardiovascolari. Considerando che il 17% della popolazione francese risulta affetto da questo
genere di patologie, come riporta il quotidiano Le Monde, il Nutri-score permetterebbe di rallentare
la crescita di casi focalizzando l’acquisto su prodotti più sani. Al momento le autorità sanitarie di
Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Spagna lo raccomandano alle aziende agroindustriali.
Ma questo genere di etichettatura non va bene a tutti. Alcuni governi europei, tra cui quello italiano,
gruppi industriali, associazioni di agricoltori e numerosi nutrizionisti sono convinti che il sistema
Nutri-score sia eccessivamente semplificato e tenga conto solamente del singolo ingrediente non
considerando gli alimenti complessi. Vengono penalizzati gli alimenti con alto contenuto di grassi
senza differenziare quel tipo di apporto indispensabile per la salute, come l’olio d’oliva.

Il Professor Philippe Legrand, direttore del Laboratorio di Biochimica della Nutrizione Umana
dell’Agrocampus-INSERM, su European Scientist nel marzo 2020 ha convenuto, infatti, che questa
tipologia di etichettatura “non fornisce informazioni sulla composizione del cibo ma dà un verdetto
generale. Non è né più né meno che un’opinione o un giudizio. Come fonte di informazioni
scientifiche, è insufficiente.”

In risposta alla proposta francese, l’Italia presenta – e adotta – uno schema di etichettatura
nutrizionale chiamato NutriInform Battery. Graficamente una batteria che indica la percentuale di
energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale apportati dalla singola porzione rispetto alla quantità
giornaliera di assunzione raccomandata. Il livello completo della batteria mostra, quindi, l’apporto
quotidiano del singolo elemento nutrizionale che il soggetto dovrebbe consumare durante la
giornata. Il progetto, introdotto nella Gazzetta Ufficiale nel mese di dicembre 2020, è stato
realizzato grazie al lavoro di quattro Ministeri, quello della Salute, quello dello Sviluppo Economico,
dell’Agricoltura e del Ministero degli Esteri, insieme ad esperti nutrizionisti dell’Istituto Superiore di
Sanità (ISS) e del Consiglio per la Ricerca Economica e Alimentare (CREA) affiancati dalle
associazioni di categoria della filiera alimentare e dei consumatori. “Una scelta che dovrà essere
finalizzata a premiare i cibi sani e di qualità, utili ad essere inseriti all’interno di una dieta varia e
bilanciata, quale quella mediterranea”, dichiara il Ministro dello Sviluppo economico Stefano
Patuanelli.

Il Sonar di oggi termina qui, Asia Galvani a per Cube Radio News, a voi studio.