Aggiungiamo alle news di oggi un approfondimento sullo spreco alimentare e su alcuni progetti che
lo combattono.

Quanto abbiamo sentito parlare di spreco alimentare negli anni? Quasi al pari di crisi ambientale,
economia e sostenibilità. È stata istituita anche a Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco
alimentare – che si celebra il 5 febbraio – per dare più visibilità alla tematica.

Il Covid porta nuove abitudini positive

Nel 2020, anno che tutti ricorderemo a causa dei numerosi ed intervallati lockdown, la
consapevolezza verso lo spreco alimentare è aumentata. In Italia, c’è stato un calo dello spreco
ben del 12%, l’equivalente di quasi 4 chili di alimenti che vengono consumati e non gettati
nell’umido. Un risultato rilevante considerando anche il risparmio economico di circa 6 euro a testa
per un totale di 376 milioni di euro a livello nazionale. Il report di Waste Watcher International
Observatory on Food and Sustainability parla chiaro: si butta ancora tanto cibo, ma un po’ meno di
prima. Il Covid ha portato nuove abitudini, cambiamenti e consapevolezza che, nel tema, risulta
positiva. Piccoli stratagemmi quali portarsi il pranzo da casa sul posto di lavoro, prediligere alimenti
a scadenza prolungata e riutilizzare gli avanzi sono quei gesti che fanno la differenza.

Numerosi sono stati i progetti e le campagne a cui hanno aderito le attività e i supermercati per
evitare lo spreco alimentare. L’ormai conosciuta Too Good To Go prevede la vendita di box di cibo
salvato dai negozi per un modico prezzo, evitando così di buttare alimenti che sarebbero ancora
buoni. E ancora, campagne come quella di NaturaSì con Legambiente, CosìPerNatura, che offre
nei propri supermercati prodotti imperfetti, solitamente frutta e verdura che non hanno la forma
classica, ma che mantengono il gusto inalterato.

Progetti “zero waste” tutti italiani

Questa spinta positiva data dal 2020, è stata importante per attivare numerose iniziative in Italia di
responsabilità, senso civico ed etico e sensibilizzazione nella lotta allo spreco alimentare. Il mondo
digitale aiuta in questo obiettivo, da Too Good to Go, all’app PucciFrigo che permette di monitorare
la scadenza dei prodotti conservati in casa in modo da avere consapevolezza di ciò che già è
presente negli scaffali durante la spesa senza gettare via nulla. Recup, app dell’omonima
associazione non-profit si impegna a recuperare prodotti ortofrutticoli avanzati dai mercati di
Milano.

In associazione a questa c’è anche Babaco Market che salva la frutta e la verdura scartata dai
supermercati per rivenderle a prezzi molto ridotti e, in caso di eccedenza, vengono donati appunto
a Recup. Squiseat, app di una giovane startup bolognese, permette di acquistare i propri piatti
preferiti a metà prezzo dalle attività locali. Nel capoluogo piemontese, invece, il progetto RePoPP
ha recuperato oltre 84 tonnellate di cibo in un anno dal mercato di Porta Palazzo. Agli eventi e alle
grandi manifestazioni ci pensa Equoevento, onlus romana che tenta di eliminare gli sprechi
alimentari ridistribuendo il cibo alle persone più fragili e svantaggiate.

Il Sonar di oggi termina qui, Asia Galvani per Cube Radio News, a voi studio.